Quest'estate
sono stato in Finlandia.
Tra le altre cose ho scoperto perchè i finlandesi rispettano
rigorosamente i limiti di velocità.
Non perchè siano stati educati da piccoli al senso civico (anche
questo). Ma perchè hanno un efficace e semplicissimo sistema di
controllo. Che potrebbe essere applicato anche da noi,
immediatamente.
Prima di tutto i limiti di velocità sono indicati chiaramente e
continuamente e sono del tutto logici e sostenibili: 120 Km/h in
autostrada, 100 Km/h nelle statali, 80 Km/h nelle provinciali e
strade minori, 60 Km/h nei centri abitati.
Poi vengono effettuati in modo sistematico i
controlli. Ma non dalle pattuglie della
stradale (in 1500 Km di viaggio non ne ho incontrata una) ma da
sistemi di controllo elettronico, tipo autovelox semplificati, per
intenderci.
Alcune strade (non tutte, immagino le più critiche) sono
controllate elettronicamente. La cosa è segnalata da un cartello,
dopodichè tutta la strada, per decine di chilometri, è realmente
controllata da una serie di "totem" ben visibili, distanziati di
pochi chilometri, che ricordano agli automobilisti che la loro
velocità sarà registrata.
Ignoro se i totem scattino foto che generano automaticamente multe
(magari tra qualche settimana me ne arriverà qualcuna) o se
segnalano soltanto sistematici e significativi superamenti dei
limiti che mettono in moto qualche pattuglia stradale. Dal punto
di vista tecnico ed economico non c'è ormai alcuna differenza.
In ogni caso l'effetto deterrenza è assai efficace e tutti vanno
tranquillamente e senza stress alla velocità indicata.
Applicare
questa soluzione sulle strade critiche italiane sarebbe
semplicissimo. Prendiamo la Via del
Mare, o la Pontina. Sono 20 Km o poco più di
tratto pericoloso, con una 10 o 20 totem potrebbero essere
completamente controllate, i limiti sarebbero inesorabilmente
rispettati e gli incidenti si ridurrebbero drasticamente. Il
costo? Ormai irrisorio con la tecnologia digitale, e poi stiamo
parlando di salvare vite umane.
Lo so, le strade italiane sono molte di più. Ma quelle critiche
sono in numero limitato (penso anche a quelle nella direttrice
delle varie discoteche del Nord).
Forse totem così esposti potrebbero essere oggetto di vandalismo,
per disattivarli. Ma anche qui la tecnologia aiuta: sarebbe
sufficiente mettere una micro videocamera di sorveglianza
occultata nelle vicinanze (e dichiarata) e i vandali sarebbero
inesorabilmente ripresi e identificati.
Lo so, gli automobilisti italiani soffrirebbero e darebbero
segni di impazienza e quasi ingestibile nervosismo se costretti a
guidare a 80 al'ora in un rettilineo (sembra di stare fermi, in
effetti). Direbbero che in questo modo non si arriva mai.
Ma è il paradosso della velocità apparente, che spiego dopo.
In sintesi, senza nuove leggi, senza gare pubbliche, senza
petizioni, si potrebbero diminuire da subito un bel numero di
incidenti, e consentire agli automobilisti tranquilli di
raggiungere Pomezia (o Roma) senza reconditi pensieri.
Perchè non lo facciamo?
Il paradosso della velocità
apparente
Quando un limite di velocità ci costringe ad
andare più piano di quanto la nostra auto e le condizioni della
strada consentirebbero, abbiamo la sensazione di perdere tempo, di
impiegare molto più tempo del necessario per il viaggio.
Nei viaggi lunghi può essere così. Lo confesso, anche io ho fatto
Roma Napoli a 180 di media e sono andato spesso da Roma a Capalbio
in un'ora netta. Poi è arrivata la patente a punti e ho smesso.
Ma negli spostamenti brevi, di 10-20-30 Km, quelli per andare
al lavoro, non è così. Anni fa ho cambiato lavoro e per qualche
mese ho lavorato a Santa Palomba
(mitica citazione di Corrado Guzzanti), poco fuori Roma, quindi.
Gli uffici erano al km. 24,5 della Via Ardeatina. Poichè io
abitavo vicino al Km zero della stessa via, dovevo fare poco più
di 25 km, ma molti di più di prima (lavoravo in precedenza
all'EUR).
Fino al raccordo anulare tutto era come prima, poi ci si
immetteva nella Via Ardeatina, che ho scoperto essere a due
corsie, molto stretta e incassata tra due terrapieni (senza vie di
fuga), tutta curve e dossi. Impossibile quasi superare. Poi ho
scperto anche che era molto amata dai camion, anche grandi TIR
che, per motivi ignoti, prendevano quella strada invece della più
ampia Pontina a 4 corsie.
I primi giorni mi sono ingegnato di superare i camion che
incontravo, sfruttando i pochissimi e cortissimi rettilinei della
strada, come facevano un po' tutti gli altri. La cosa richiedeva
una attenzione massima e comunque, si rischiava la vita ad ogni
sorpasso.
Arrivavo in ufficio un po' stressato, e a questo punto ho fatto
due conti.
Il tratto di Ardeatina che dovevo percorrere era lungo 10 Km
circa, se non trovavo nessun mezzo più lento con la mia auto
dell'epoca (una normale berlina di media cilindrata) riuscivo al
massimo a tenere una media di 80 Km/h (con una Porsche forse sarei
arrivato a 90 Km/h di media). Per fare 10 Km impiegavo quindi 7
minuti e mezzo. I camion grandi normalmente tenevano una media di
60 Km/h (nei tratti buoni andavano a 80 Km/h) e quindi ci
mettevano 10 minuti. I camioni più lenti potevano tenere una media
tra i 50 e i 40 all'ora, quindi 12 o al massimo 15 minuti.
In pratica rischiavo la vita per risparmiare 2 minuti e mezzo, al
massimo 5 minuti.
Non ne valeva la pena, quindi ho cambiato strategia. Appena vedevo
un camion di quelli buoni mi mettevo dietro, mi avrebbe portato in
poco più di 10 minuti a destinazione senza il minimo sforzo.
Inoltre, mi avrebbe protetto da eventuali spericolati che
sorpassavano in curva in senso contrario.
Ascoltavo la radio e arrivavo in ufficio fresco e riposato.
Così farebbero i frequentatori della Via del Mare, se
rispettassero limiti di velocità e divieti di sorpasso.