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VIAGGI NEL TEMPO - CORNOVAGLIA |
Il
primo impatto potrebbe essere rappresentato dalla strada per arrivarci, soprattutto se l'incauto
turista la intraprenderà nel week-end inglese (che è sacro). Si imbatterà in
questo caso in un esodo del tipo di quelli mitici italiani di inizio agosto
degli anni '60. Con
la differenza che si ripete a cadenza, appunto, settimanale.
Scoprirà che i paesini
di pescatori della Cornovaglia sono diventati ora il mare degli inglesi, che si
riversano verso di essi utilizzando l'unica autostrada esistente. Che è una
autostrada inglese, quindi gratuita e solitamente a 4 corsie, ma occasionalmente
ridotta a sole 2 corsie.
Per note leggi di idraulica quando si presenta una strozzatura il flusso dei
liquidi si rallenta provocando accumuli e perdite. Con le auto succede la stessa
cosa, solo che i fenomeni indotti si chiamano ingorghi o, come in questo caso,
code interminabili.
I passaggi da 4 a 2 corsie e viceversa sono probabilmente in via di riduzione a cura delle autostrade inglesi, ma questo richiede lavori (e altre strozzature) e soprattutto non è possibile in assoluto. Nel senso che in fondo, in corrispondenza alle 2 o 3 località turistiche, meta delle auto in viaggio, il flusso si dovrà incanalare su una strada nomale. Come avviene ogni anno in Italia alla fine dell'autostrada che va in Croazia.
Trovarsi in mezzo ad
un esodo e impiegare una intera giornata per fare 2 o 3 cento chilometri sarà
quindi una eventualità piuttosto probabile, e per nulla considerata dalle
normali guide turistiche.
Si passeranno alcune mezze ore fermi o quasi fermi, osservando le diverse abitudini
inglesi in queste evenienze. Si noterà che risponde al vero l'approccio più
calmo e riflessivo dei britannici. Meno nervosismo, nessun tentativo di sfuggire
al blocco con improbabili scorciatoie, un rassegnato e consapevole spirito di
sopportazione contraddistingue i compagni di ingorgo.
Purtroppo niente autogrill e improvvisati punti di ristoro con altrettanto
improvvisati bagni mobili. E niente protezione civile con bottiglie di minerali
gratis, ma improvvisati 'imprenditori" che le vendono chiedendo sterline vere,
ma portandole gentilmente fino alle auto ferme.
Dopo
questo lungo viaggio a stop & go, allietato peraltro da paesaggi e visioni insolite, come
le enormi centrali eoliche, arriva la seconda sorpresa.
I borghi dei pescatori non sono esattamente come quello che ci aspettavamo, o come erano ottimisticamente descritti nelle guide.
Sono di due tipi,
località di villeggiatura, e Penzance. I
primi sono ex borghi di pescatori, diventati luoghi di villeggiatura da tempo
immemorabile, e ora obiettivo del turismo di massa locale. Anche Rimini e
Cervia nei primi decenni del 900 erano borghi caratteristici, poi sono arrivate
le ville al mare dei ricchi, poi gli alberghi e ora sono solo località per
vacanze (e divertimento e convegnistica). Del vecchio borgo nulla è rimasto.
Saint Just o Saint Erme sono più o meno così, con l'unica differenza che le ville
sono arrivate prima, così come i turisti. Di grandi alberghi ce ne sono meno,
molte di più seconde case, comprensori e villette a schiera. Esempi in tal senso
non mancano neanche da noi.
I risultati sono intuibili, decine di migliaia di persone in pochi chilometri
quadrati, strade strette piene di macchine, parcheggi impossibili, mezzi
pubblici inesistenti (dimensionati sulla popolazione effettiva e non su quella
vacanziera, che peraltro arriva al 99,9% in auto), locali e punti di
aggregazione affollati.
Per un inglese ha anche senso passare qualche giorno in un posto così, forse.
Per un italiano decisamente no. Il mare è quello che è, non è certo il
Mediterraneo. Il tempo è quello che è, anche se le estati
Made in England ai tempi dell'effetto serra
sono calde quasi come da noi (ma l'acqua del mare no). I luoghi sono anche
carini in alcuni punti, ma senza confronto con 100 e più analoghe località
italiane. E i prezzi non sono certo convenienti, come si sa.
Poi c'è appunto
Penzance. Luogo insolito come pochi. Sulle guide è descritta in modo asettico
come un classico luogo di villeggiatura inglese, con i suoi posti da vedere, la
storia, gli alberghi e tutto il resto.
Si arriva e si percepisce però una strana atmosfera da posto fuori moda,
frequentato da viaggiatori occasionali, habitue un po' avanti con gli anni,
inglesi apparentemente non troppo abituati ad andare in vacanza.
L'aspetto della cittadina è a un passo dalla trascuratezza, lo stesso vale per i
ristoranti e pub, anche se di base sarebbero di buon livello.
Le case vittoriane ci sono, su stradine verso le quali si affacciano
regolarmente le bow-windows (o bovindo) dietro a piccoli giardinetti; però i
nobili o borghesi che le hanno costruite o abitate all'origine non vengono più
in villeggiatura a Penzance da decenni, e le ville sono ora quasi sempre B&B
nominalmente, in realtà pensioncine, o uffici. E i giardinetti non sembrano ben
curati, condividono l'aspetto fanè di tutta Penzance.
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St. Michael Mount |
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A
Penzace l'attrazione principale è l'isoletta di St. Michael Mount, una specie di
Mont St.Michel in formato mini, isolato ogni giorno dal gioco delle maree, ma
raggiungibile a piedi quando il mare arretra. Alla sera, all'arrivo della marea
dell'Atlantico, improvvisa e velocissima, l'attrazione locale consiste nel
vedere quanti turisti ritardatari rimarranno sull'isoletta o arriveranno a terra
totalmente inzuppati. Niente paura comunque, una barca verrà a riprendere i
turisti rimasti sull'isoletta ingannati dall'ultima cartolina o dall'ultima foto, pagando in sterline, s'intende.
Isoletta che è veramente minima, sormontata da un minuscolo forte i cui cannoncini difficilmente avranno avuto una qualche funzione tattica in una qualsiasi guerra di una qualsiasi epoca.
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La fine delle terre |
Ma
il piatto forte della Cornovaglia è la fine delle terre emerse, una località
chiamata appunto
Land's End , il punto più a Ovest
dell'Inghilterra, dopo di che esiste solo l'Oceano, l'ignoto, fino ai tempi del
grandi navigatori.
Arrivare a Land's End non è difficile, non è particolarmente lontano né le
strade sono particolarmente impervie. Anche qui però ci si imbatte in qualcosa
di inatteso. Non nel vero senso del termine, perchè nell'epoca del turismo
globale ci aspettiamo di tutto. Non ce lo aspettiamo magari dagli inglesi e
dalla loro radicata cultura, in un luogo così adatto ai viaggi contemplativi.
Come si è intuito a Land's End ci aspetterà una specie di supermarket del
turista, con tutto quello che produce il merchandising Made in China che invade
ogni angolo del mondo, personalizzato ovviamente per la Cornovaglia e il Regno
Unito in generale.
Seguito subito da un complesso albergo, bar, ristorante, sale per ricevimenti,
in pura architettura global (in stile, ma non autentico). Intorno manifesti
sugli eventi organizzati nel luogo, tipo festival heavy metal nelle notti
stregate del luogo con cover band degli Iron Maiden o degli Uriah Heep.
Ma si può anche saltare questa specie di borgo finto medievale e incamminarsi
per le scogliere, sentieri scoscesi, passaggi a strapiombo in cui fare
attenzione, parapetti e vista sul mare che si infrange sulle rocce.
Tutto regolare, salvo che gli scogli non sono particolarmente alti né particolarmente
spettacolari, ce ne sono molti da noi che potrebbero essere decisamente più
spettacolari, dall'Argentario al Conero a Maratea.
Ma Land's End è un luogo geografico, non un
ruolo reale, l'emozione di esserci e di esserci arrivati avviene per proiezione di
sé stessi sulla
carta geografica. La medesima sensazione dei viaggiatori
che hanno come meta il Circolo Polare Artico. Come
noto al Circolo Polare Artico non c'è nulla, solo un cartello sulla strada che
dice "state attraversando il Circolo Polare Artico", sotto al quale tutti quelli
che passano si fanno una foto.
Ma tornando dalla passeggiata sulle scogliere (sicuramente non emozionante come
le Cliffs of Mohar o l'isola di Aran) si incontra qualcosa di ancora più
incongruo: un museo fattoria. Con i maiali, le oche e tutto il resto. Altra
tipica mossa del turismo globale: aggiungere contenuti alla offerta per
aumentare il tempo di permanenza dei turisti del luogo. E in questo caso il
tempo è denaro, nel senso che il turista ne spende continuativamente.
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Allora: faresti una vacanza in Cornovaglia? |
![]()
Appare
chiaro a questo punto il quesito per il viaggiatore: faresti una vacanza in
Cornovaglia? Ma certo che sì, è comunque un pezzo di mondo da ricordare, meglio
però arrivare preparati (le guide sono sempre agnostiche e sfuggenti) e con il
giusto distacco, e puntare alle innumerevoli aree verdi e naturistiche a ridosso
delle scogliere, provando magari ad assaggiare i numerosi percorsi da trekking
frequentati dagli appassionati inglesi.
Cercando b&b e magari locande (inn) fuori mano, o specializzate in cucina
biologica o percorsi salute (ce ne sono diverse).
Per chi ama la vita cittadina e detesta la campagna e l'isolamento Penzance è
una soluzione, ma non stateci troppi giorni e selezionate con cura il B&B (e
lasciate perdere gli alberghi).
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